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Storia

Durante la prima Guerra mondiale, migliaia di prigionieri tedeschi e austroungarici furono impiegati in mansioni lavorative in Italia, nei campi e nelle industrie.
L'impiego lavorativo di questi prigionieri di guerra ebbe un percorso complesso e tormentato, caratterizzato da una sostanziale diffidenza nell'impiego di questa manodopera, diffidenza che divenne aperto timore di pericolose collusioni e influenze dei prigionieri nemici sui contadini.
La presenza di questi prigionieri riguardò anche la provincia di Novara, nell'estensione che aveva in quel periodo quindi comprendendo il Novarese, il VCO, il Vercellese, il Biellese, parte della Lomellina.
I primi prigionieri nemici - diciotto soldati austriaci feriti e catturati dagli Alpini italiani in Trentino – arrivarono a Novara nell'estate 1916 e furono internati all'ospedale militare della città. All'inizio dell'anno 1917, secondo una relazione ufficiale dell'Esercito italiano, a Novara erano presenti due soli prigionieri. Un numero che cambiò quasi subito: nel marzo avvenne l'assegnazione al Novarese di prigionieri destinati a lavorare nelle campagne.
Alla data del 19 aprile 1918 erano presenti nel Novarese 2.630 prigionieri di guerra, assegnati a lavori agricoli, numero certamente da aumentare per arrivi successivi, come ad esempio quello di oltre mille prigionieri che in novembre, a guerra finita da poche ore, arrivarono a Vercelli; e perché l'impiego nei lavori agricoli non era esclusivo.
Nel gennaio 1919 la Commissione provinciale di agricoltura propose il ritiro dei prigionieri dai campi, per liberare posti di lavoro per i reduci che iniziavano a tornare dal fronte.

Luoghi

Località del Novarese (estensione della provincia anni 1915- 19120) in cui è stato possibile accertare la presenza di prigionieri di guerra Austro Ungarici e Tedeschi, impiegati come manodopera: Armeno, Andorno Micca, Bellinzago Novarese, Biandrate, Bianzé, Biella, Bioglio, Caltignaga, Cameri, Casalbeltrame, Casalgiate (frazione di Novara), Casalino, Castellazzo Novarese, Cervarolo, Costanzana, Cressa, Fontanetto Po, Formigliana, Granozzo, Grignasco, Lamporo, Livorno Ferraris (allora Livorno Vercellese), Miagliano, Nonio, Novara, Oleggio, Palazzolo, Pertenengo, Ponzana, Ronsecco, San Pietro Mosezzo, Sali Vercellese, Salussola, San Germano Vercellese, Santhià, Solarolo, Terdobbiate, Tornaco, Trecate, Tricerro, Trino Vercellese, Tronzano Vercellese, Vicolungo, Vercelli e Vespolate.

La fuga

E' connaturata alla condizione di prigioniero il tentare di fuggire. Così tentarono la fuga i prigionieri internati nel Novarese, ma non solo: nella provincia furono catturati prigionieri evasi da campi situati anche in altre regioni d'Italia. I primi casi documentati sulla stampa novarese sono del 1917. Il primo riguarda la fuga di Marco Iskovic, soldato catturato dagli Italiani a Plava il 26 giugno 1915. La sera del 24 maggio abbandonò Salussola ma fu arrestato alla Colma di Civiasco da due Guardie di Finanza e dal Messo del Comune.. Di pochi giorni successivi è la fuga da Cozzo, località della Lomellina in provincia di Pavia, del sergente Francesco Bohner, di Vienna, e del soldato Giuseppe Ichnida, galiziano. Fuggirono insieme indossando divise italiane, e insieme furono ripresi a Cravagliana, nel Mandamento di Varallo. Fermati da due civili, furono rifocillati, poi consegnati ai carabinieri e da questi condotti al Distretto militare di Alessandria. Sempre in giugno si verificò la fuga, quasi grottesca per l'esito, di tre soldati – il caporale Lajos Tots e gli appuntati Joinos Pill e Laizlo Oeres – fuggiti da Grignasco dove lavorano alla cava di pietrisco Negri, insieme ad altri 27 prigionieri. Scoperta la fuga, i carabinieri li cercarono nella zona del Fenera, invece i tre sono poi catturati a Bornate, dopo che attraversarono a guado il Sesia, convinti che fosse l'Isonzo e – quindi di trovarsi in territorio austriaco. Nell'agosto dello stesso anno, furono ripresi tre prigionieri di guerra evasi dalla tenuta Leone a Balocco. Due di loro furono catturati al passo del Monte Moro, a pochi metri dal confine con la Svizzera, a Macugnaga; e in località Cuarazza, sempre a Macugnaga. Ancora nelle valli ossolane, a Formazza, nello stesso periodo fu catturato, in abiti borghesi, un disertore boemo, mentre alcuni giorni dopo, a Ceppomorelli, i carabinieri di Bannio Anzino catturarono tre sergenti e un caporale evasi insieme da un campo a Pavia. Più avventurosa appare la vicenda del cadetto Giovanni Dengl e del tenente Stefano Bernald e di un terzo ufficiale di cui non conosciamo il nome, evasi dal campo di concentramento di Pélago, vicino Firenze e ripresi il primo a Cannobio, il secondo a Trarego mentre non sembra certa la cattura del terzo, anche se probabile. In ottobre sono il caporale Jonas Zolmai e il soldato Giorgio Gorgio a essere catturati a Cuzzago dai carabinieri di Ornavasso, dopo l'evasione da Cervarolo dove si trovavano internati, lavorando nel taglio dei boschi. Da Vigevano fuggì invece Carlo Pollach, bloccato da un civile a Vagna – in Ossola - mentre cercava di raggiungere il confine svizzero, e consegnato poi ai carabinieri che lo riportarono a Vigevano. Nel 1918 gli ultimi casi di fuga dei quali siamo a conoscenza. Nel marzo sei prigionieri appartenenti a un gruppo destinato al lavoro agricoli si allontanarono dalla cascina Cortenuova al Torrion Quartara sobborgo di Novara, ma furono ripresi vicino a Vercelli.Poi la vicenda del soldato ungherese Billo Boio che, in una mattina di agosto fu sorpreso a vagare alla stazione di Arona in cerca di un treno per la Svizzera, dopo la fuga da una cascina di Bellinzago (probabilmente la Badia di Dulzago) dove era addetto ai lavori agricoli. Infine, la fuga di quattro prigionieri occupati nella ditta Poma di Miagliano, nel circondario di Biella. Tre furono arrestati, del quarto non abbiamo notizia.

Storia di due soldati

Le vicende biografiche dei singoli prigionieri internati nel Novarese sono di difficile ricostruzione e le notizie reperite non consentono di delineare profili che vadano oltre ai pochi dati anagrafici e del reparto di appartenenza. Ma una vicenda - che possa essere di esempio delle vicende di migliaia di soldati - possiamo narrarla: quella del caporale Simon Dank.
Simon Dank nacque nel 1892 nel villaggio ungherese di Kozsa, nella provincia di Hunyand. Figlio di Simon e di Marie, era contadino e non era sposato. Arruolato, divenne caporale del 64mo reggimento. Impiegato sul fronte italiano, il 24 maggio 1917 fu catturato dagli Italiani a Medeazza, durante la decima battaglia dell'Isonzo. Internato nel campo di concentramento di Avezzano (L'Aquila) fu trasferito – forse transitando dal forte di Gavi o da Casale Monferrato via Alessandria - a Casalbeltrame e inquadrato nel Distaccamento omonimo alla cascina Bosco. All'alba del 31 dicembre 1918 Simon Dank morì – probabilmente di spagnola - e fu sepolto nel cimitero del paese, dove si trova ancora oggi; accanto a lui riposa il commilitone Paul Zabulotny, un anziano soldato di 43 anni, vedovo, originario della Galizia e deceduto a Casalbeltrame il 28 luglio 1919. Ma la vicenda del caporale ungherese Dank non si arresta qui: quando nel 1943 si procedette a un censimento dei caduti austroungarici in Italia, per il Novarese, alla voce "Casalbeltrame" si annotarono due caduti, un Ukraino (Zabulotny) e un Romeno (Dank). Era accaduto che dopo la prima guerra mondiale il villaggio di Kozsa (anche conosciuto con il nome tedesco di Koseln) si ritrovasse in territorio romeno, assumendo il nome romeno di Coaja mentre la provincia diventava Honedoara. Oggi Coaja, piccolo villaggio di meno di 150 persone, è parte del Comune di Vorta.

Caduti

La storia della prigionia di guerra nel Novarese contempla soprattutto i prigionieri che morirono mentre erano detenuti. Allo stato attuale della ricerca risultano deceduti in provincia di Novara, dalla primavera 1917 all'inizio del 1920, 151 prigionieri di guerra, quasi tutti appartenenti all'esercito Austro- Ungarico e per la quasi totalità con il grado di soldato o di sottufficiale di truppa. La morte dei prigionieri di guerra si lega indissolubilmente con la devastante epidemia di influenza spagnola, che colpì il Novarese come il resto del territorio italiano, e il mondo, tra la fine dell'estate 1918 e l'inizio della primavera 1919. 76 dei 151 caduti (uno di essi era certamente un ufficiale tedesco) morirono a Novara, dove sono ancora oggi sepolti. A Novara esistevano ospedali militari e probabilmente – essendo il capoluogo della vasta provincia – era riferimento per tutto il territorio, quindi vi confluivano i prigionieri ammalati dai diversi distaccamenti della provincia.

Elenco – in aggiornamento - dei soldati deceduti in prigionia, raggruppati per Comune

Armeno (di questi nominativi si è trovata traccia all'Osterreichisches Staatsarchiv di Vienna, non risultando riscontri al Registro dei morti del Comune di Armeno e neppure nei Registri parrocchiali. Per Imre Birkas, nei documenti austriaci, si fa riferimento al decesso avvenuto all'ospedale da campo 74) : Kyrylo Vazar (1876- 1919), Karl Kerber (1896-1919), Josef Freisthube (1889- 1919), Imre Birkas (1893- 1919), Emil Aspeck (1875- 1919), Mijo Antolovic (1881- 1919).

Bellinzago Novarese (non risultano documenti a Vienna; vedi iscrizioni al Registro dei morti del Comune): Eduard Benisch (1897- 1918), Gyorgy Brynzas (1879- 1918).

Biandrate (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Danilo Danyluk (1886- 1918).

Bianzé (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Imric Modilka (1891- 1918), Johan Oberauer (1897- 1918), Nikolas Schanen (1892- 1918).

Biella (concordanza fra i documenti austriaci e quelli del Comune di Biella, conservati all'Archivio di Stato della città) : Alessandro Nagy (1893- 1918), Nicola Pisanjc (1878- 1919), Velicko Miscevic (1898- 1919), Mita Jovanof (1895- 1919), Vlada Zsivanov (1877- 1919), Stefans Franzio (1900- 1919), Franz Sterle(1880- 1919), Osvald Max Lohor (1884- 1920).

Bioglio: (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Tragott Tschurtschentaller (1894- 1919).

Casalbeltrame (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Simon Dank (1892- 1918), Paul Zabulotny (1876- 1919).

Casalino, frazione Cameriano (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Josef Storch (1895- 1918).

Casalino, frazione Ponzana (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Josef Pichler (1890- 1918).

Costanzana (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Teodoro Gall (1889 – 1918), Mathias Novak (1895- 1918).

Castellazzo Novarese (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Carlo Lamb (1887- 1919).

Fontanetto Po (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Johann Findeis (1890- 1918), Josef Blaha (1884- 1918).

Granozzo con Monticello (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Franz Ihuschha (1895- 1918).

Lamporo: (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune) Marton Kotka (1883- 1918).

Livorno Ferraris (non risultano documenti a Vienna, dati ripresi dal Registro dei morti del Comune): Peter Benedik (1897- 1918), Franz Srebe (1895- 1918), Matheas Walder (1894- 1918).

Nonio (di questo nominativo si è trovata traccia all'Osterreichisches Staatsarchiv di Vienna, non risultando riscontro al Registro dei morti del Comune di Nonio. Il documento austriaco fa riferimento al decesso avvenuto all'ospedale da campo 94) : Leopold Amon (1883- 1919).

Novara (i documenti austriaci attestano 53 decessi invece di 76, come indicano i documenti dell'Archivio storico del Comune di Novara, conservati all'Archivio di Stato di Novara. Va ricordato comunque che i documenti austriaci attestano i decessi dell'Imperial Regio Esercito, non di eventuali caduti Tedeschi. Fra i nominativi seguenti, era sicuramente tedesco il sottotenente Albrecht Binder): Michael Petricevich (morto nel 1917), Nikolas Herlea (1896- 1917), Momin Loic (1896- 1917); Albrecht Binder (1897- 1917), Josef Finster (1898- 1918), Johann Zsurka (1886- 1918), Stefan K. Kovcs (1885- 1918), Johann Szakal (1878- 1918), Wilhelm Berndt (1873- 1918); Aron Miklos (1889- 1918); Ludvig Eisler (1873- 1918), Mathias Lovretic (1890- 1918), Franz Kovacic (1886- 1918), Dimitrio Ikluk (1894-1918), Stefano Laukoski (1897- 1918), Johan Olbrycht (1886- 1918), Frovid Favid (1892- 1918), Michael Gruber (1895- 1918), Peter Flavig (1891- 1918), Joseph Polak (1889 – 1918), Anton Posch (1880- 1918), Martin Chujel (1893- 1918), Istvan Csordaz (1890- 1918), Johann Zalmai (1891- 1918), Stefano Zakarecz (1893- 1918), Iosef Kostal (1892- 1918), Johan Mayerhofer (1891- 1918), Florian Pichler (1891- 1918), Georg Dmitrak (1881- 1918), Tomas Ofner (morto nel 1918), Iures Restovri (1882- 1918), Franz Herdely (1885- 1918), Rudolf Appelt (1897- 1918), Franz Kakusci (1895- 1918), Herman Schattltustuer (1890- 1918), Martin Chermerl (1892- 1918), Josep Stiblachier (1882- 1918), Osvald Klamminger (1881- 1918), Joseph Barzylak (1891- 1918), Joseph Hipeszsuk (1889- 1918), Gregor Aldrian (1894- 1918), Joseph Ladik (1895- 1918), Franz Pravec (1882- 1918), Joseph Wild (1894- 1918), Karl Berut (1898- 1918), Joseph Gloss (1896- 1918), Joseph Charner (1883- 1918), Michael Cril (1895- 1918), Stefano Kolmar (1894- 1918), Janos Meszaros (1883- 1918), Istvan Kafin (1893- 1918), Johan Kosak (1886- 1918), Franz Vitik (1883- 1918), Gottfried Albrecht (1896- 1918), Jusup Dellemustafic (1898- 1918), Joseph Turner (1894- 1919), Demeter Butkovan (1894- 1919), Josef Ignatic (1875- 1919), Jvan Semenec (1881- 1919), Michal Stantediecz (1883- 1919), Onofry Burtak (1873- 1919), Laslo Eipurs (1892- 1919), Johann Vukota (1888- 1919), Stefan Romanof (1889- 1919), Georg Zapotognii (1885- 1919), Mikal Holongrega (1877- 1919), Peter Prohopjnk (1899- 1919), Dimetro Bojeziuk (1889- 1919), Procop Makara (1884- 1919), Ivan Koval (1882- 1919), Wilhelm Prasse (1899- 1919), Georg Kinaz (1881- 1919), Petro Serdanovic (1890- 1919), Jurko Gjarchi (1889- 1919), Paolo Codul (1897- 1919), Nickola Butta (1889- 1919).

Oleggio (non risultano documenti a Vienna; vedi iscrizioni al Registro dei morti del Comune): Giovanni Dabnischki (1883- 1919).

Sali Vercellese (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): : Johann Boiczuk (1891- 1918), Johann Czajkz (1883- 1918), Gregor Samilo (1893- 1918).

Salussola (non risultano documenti a Vienna; vedi iscrizioni al Registro dei morti del Comune): Ivan Martinovic (1882- 1919), Paolo Milic (1879 -1919), Wlata Rodavanaio (1884 – 1918).

San Germano Vercellese (non vi è concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune. Secondo i documenti rinvenuti a Vienna il soldato risulta sepolto al "2 recinto, quadro 2 del Cimitero nuovo"): Bela Ney (1885- 1918).

Santhià: (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune, ma all'anno 1923, con il nome di Carem Gerbovska): Casem Gerbovelka (1897- 1919).

San Pietro Mosezzo (tale nominativo appare nei documenti austriaci nulla risultando al Registro dei morti del Comune. Vi è invece annotazione al Registro dei morti della Parrocchia di Mosezzo, con il nome errato di Giacobbe Magas. Il soldato Tagas, secondo i documenti rinvenuti a Vienna, è sepolto nel cimitero della frazione Mosezzo "distinto con una lapide in marmo con sopra le generalità sopraindicate"): Jacob Tagas (1884- 1918).

Trecate (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune, cambia solo il nome: per il Comune Sandor, per Vienna Alex) Alex Lukacs (1876- 1919).

Trino Vercellese (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune, ad eccezione del nominativo di Wasul Nyegru rinvenuto solo nel registro dei morti del Comune): : Wasul Nyegru (1884- 1918), Peter Gaina (1881- 1918), Georg Ercussin (1879- 1918), Azente Florea (1898 – 1918), Peter Ivanutz (1890 – 1918), Laszlo Pascha (1888- 1918), Vassilie Fogisch (1879- 1918), Giovanni Faratz (1877 – 1919).

Tornaco (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Janos Vaina (1895 – 1918).

Tronzano Vercellese (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune): Johann Krubert (1892- 1918).

Vercelli (concordanza fra i documenti austriaci e l'iscrizione al Registro dei morti del Comune) : Johann Mittermayer (1894-1918), Jon Marika (1888- 1918), Martin Paprotzky (1890 – 1918), Alfred Jaksck (1893-1918), Josef Gaiger (1894- 1918), Michal Prystajko (1898- 1918), Josef Muller (1896- 1918), Luka Kraisnik (1875- 1918), Jan Novotny (1895- 1918), Janos Kiovrig (1894- 1918), Mata Bosanchic (1891- 1919), Antonio Iachsie (1891- 1919), Karl Brandl (1889- 1917), Peter Perchtold (1894- 1918), Otto Wranovscky (1893- 1918), Borisav Sargnac (1898- 1919), Simon Vreco (1880 – 1918).
I resti dei prigionieri deceduti a Vercelli sono ora stati ricomposti nell'ossario del cimitero cittadino, tranne la salma di Otto Wranovsky il cui nome risulta – incredibilmente – mancante.

L'Autore si sta impegnando affinché il nome del caduto possa essere iscritto accanto a quelli dei suoi commilitoni, rimediando a questa incredibile vicenda.

Vicolungo: (nulla risulta al Registro dei morti del Comune, indicazione solo nei documenti conservati a Vienna): Michele Melnicky (1886- 1918).

Piemonte e Italia

La vicenda dei prigionieri di guerra austroungarici e tedeschi è naturalmente una vicenda nazionale. Nel corso della ricerca sulla provincia di Novara sono quindi emersi dati, vicende, nomi riferiti a territori diversi, che qui riportiamo schematicamente. La vicenda dei prigionieri di guerra austroungarici e tedeschi è naturalmente una vicenda nazionale. Nel corso della ricerca sulla provincia di Novara sono quindi emersi dati, vicende, nomi riferiti a territori diversi, che qui riportiamo schematicamente. LOCALITA' CON PRESENZA DI PRIGIONIERI:
Badia di Sulmona, Casagiove, Cassino, Cittaducale, Pelago

LOCALITÀ CITATE NELLA RELAZIONE DEL GENERALE SPINGARDI DEL GENNAIO 1917 SULLA DISTRIBUZIONE DEI PRIGIONIERI DI GUERRA (citate in: Alessandro Tortato, La prigionia di guerra in Italia 1915- 1919, Mursia, Milano, 2004. Pagg. 30- 33.):
I Corpo d'Armata- Torino:
Exilles, Luserna San Giovanni, Moncenisio, Pinerolo, Venaria Reale, Torino, Novara,

II Corpo d'Armata – Alessandria.
Alessandria, Casale Monferrato, Castel Rocchero, Frinco d'Asti, Fossano, Gavi, Stazzano, Vigevano, Voltaggio, Arquata Scrivia, Rigoroso, Pavia, Savigliano,

IV Corpo d'Armata- Genova:
Cortemaggiore, Casalmaggiore, Finalmarina, Genova, Pizzighettone, Scandiano, Taggia, Parma, Piacenza, Cremona, Cogoleto,

V Corpo d'Armata – Verona:
Borgoforte,

VI Corpo d'Armata – Bologna:
Carpi, Cento, Cesena, Bologna, Ferrara, Rovigo,

VII Corpo d'Armata- Ancona:
Avezzano, Aquila, Bucchianico, Cittaducale, Fonte d'Amore, Sulmona, Servigliano, Urbania, Sulmona,

VIII Corpo d'Armata- Firenze:
Bibbiano, Bibbiena, Capraia, Castel di Trebbia, Firenze, Pianosa, Porto Ercole, Ribolla, San Gimignano, Volterra,

IX Corpo d'Armata Roma:
Asinara, Cassino, Orvieto, Montenarba, Roma, X Corpo d'Armata – Napoli:
Casamaggiore, Campagna, Padula, Santa Maria Capua Vetere, Sala Consilina, Caserta, Napoli, Aversa,

XI Corpo d' Armata- Bari:
Altamura, Barile, Bitetta, Castellana, Conversana, Matera, Melfi, Muro Lucano, Ostuni, Venosa, Potenza, Bari,

XII Corpo d' Armata- Palermo:
Adernò, Balestrate, Catania Castel Ursino, Catania Picanello, Carini, Cefalù, Favara, Monreale, Marsala, Milazzo, Misterbianco, Noto, Paternò, Pozzalla, Piazza Armerina, Stilo, San Giovanni La punta, Sciacca, Trapani, Terrasini, Palermo, Vittoria, Rodi

CIMITERI (fonte: Oesterreichisches Schwarzes Kreuz) Alessandria, Anghebeni, Altamura, Asiago, Arsiero, Asinara, Bitonto, Bondo, Brazzano- Cormons, Brisia- Brizzia, Buttrio, Casalpusterlengo, Caserta, Cassino- Caira, Castello di Godego, Catanzaro, Cava del Predil- Raibl, Chieri, Cinto Caomaggiore, Cittadella, Cividale del Friuli, Cogollo del Cengio, Cosenza, Costalta, Duino Aurisina, Feltre, Fogliano di Redipuglia, Folgaria, Follina, Foza, Grosseto, Laghi, Lavarone – Slaghenaufi, Levico, Lusiana, Luserna, Mestre, Montalto di castro, Monte meletta Fior, Monte Forno, Monte Grappa, Monte Mosciagh, Ossana, Palmanova, Passo Campolongo, Pejo- San Rocco, Pontebba – Pontafel, Portici, Portogruaro, Prosecco, San Michele al tagliamento, San Pietro al Natisone, San Vito al Tagliamento, Spilimbergo, Tonezza del Cimone, Torviscosa, Trento, Trieste, Ugovizza- Uggowitz, Ussana, Valbruna- Wolfsbach, Venezia – San Michele